Montserrat Manresa

24,6 Kms

Nulla è difficile per l’uomo che ha una volontà ben radicata dentro se stesso, soprattutto quando si tratta di una azione fatta per amore.

Salutiamo la Madonna di Montserrat e iniziamo la marcia prendendo lo stesso Cami dels Degotalls dal quale siamo arrivati al monastero. Camminiamo in senso inverso rispetto a ieri,  seguendo lo stesso percorso nel giorno precedente, e percorriamo la stessa strada, ma ora svoltiamo a sinistra  dato che siamo diretti di nuovo verso l’eremo di Santa Cecilia, che già conosciamo. Camminammo lungo il percorso parallelo alla strada asfaltata e dopo aver passato un tunnel a destra, vediamo la cappella in alto, vicino alla strada.

La raggiungiamo e prendiamo un sentiero asfaltato in discesa  alla nostra destra. Un palo indica “GR-4 a Sant Cristófol”. Seguiamo le indicazioni. Abbiamo lasciato la cappella a sinistra e proseguiamo  la discesa sulla strada asfaltata. Camminiamo in parallelo alla strada, ma un po’ sotto. Attraversiamo dei torrenti che scendono dalla montagna.

Costeggiamo un campo da golf e il corso del fiume Cornet lasciato alla nostra sinistra. Un monumento ricorda il martirio in quel luogo di due suore nel 1936. Bivio: svoltiamo a destra, per evitare di attraversare il fiume. Dopo 600 m arriviamo ad una casa privata La Masia (Can Cornet) e prendiamo il sentiero che segue alla nostra destra e che è in salita in direzione a  una vecchia cava di pietra. Si tratta di un sentiero ripido che  fa dei zig-zag. Grandi pietre sulla strada ci permettono di intuire la presenza della cava, che non riusciamo a vederla, dato che il sentiero segue la sua ascesa senza passare attraverso la cava. Giunti quasi in cima, davanti ad alcuni campi coltivati, la nostra strada svolta a sinistra, a circa 200 metri, finisce in una altra, che prendiamo a sinistra. Presto scorgiamo nella distanza  la città di Manresa.

Sempre nella nostra strada, dritti, senza infilarci in altre vie che emergono sia a destra sia a sinistra, ci dirigiamo verso il  castello di Oller del Mas. Dopo aver camminato un chilometro e mezzo, si unisce a noi una strada a sinistra e pochi metri più avanti, arriviamo a 100 metri dalle porte del castello. Svoltiamo a destra e  passiamo vicino ad una colonna che ci indica che siamo sulla strada romana che sicuramente Ignazio prese per  avvicinarsi a Manresa. Abbiamo lasciato un sentiero che scende verso la nostra destra e proseguiamo in direzione di alcune case, che lasciamo alla nostra sinistra. Dopo una breve discesa, abbiamo raggiunto l’ingresso di un’altra casa, a quel punto svoltiamo a sinistra su un sentiero che scende verso il torrente, una via in discesa e raggiungiamo un piccolo ponte che attraversiamo.

Passato il torrente, svoltiamo a destra per circa 50 m e saliamo su da un sentiero che seguiremo lungo un muro di pietra. Una volta arrivati su, svoltiamo a sinistra verso alcune case che passiamo e proseguiamo dritti fino a quando non troviamo un nuovo bivio, con pali dell’elettricità molto visibili. All’incrocio prendiamo alla nostra destra, lontano dal quartiere del Xup.

Proseguiamo dritti. Svoltiamo a destra per entrare in una fattoria, ma noi proseguiamo dritti su una vecchia strada, non molto ben tracciata che passa tra i campi coltivati. A circa 200 metri si divide .  Prendiamo il sentiero stretto che segue dritto alla nostra destra.

Il nostro percorso attraversa una strada asfaltata. Proseguiamo dritti verso la Torre de Santa Caterina una vecchia torre di avvistamento. Camminiamo per raggiungerla. Un parcheggio sulla sinistra ci ripiana la strada per portarci alla Torre.

Una volta lì, ci troviamo di fronte Manresa: La Basilica di La Seu e l’edificio della Casa di Esercizi Spirituali della grotta di Sant’Ignazio.  In basso si trova il  fiume Cardoner e vediamo il Ponte Vecchio, il ponte medievale che dobbiamo attraversare come Ignazio di Loyola lo fecce sul dorso di un asino quasi 500 anni fa.

Scendiamo dalla Torre per una strada che parte proprio di fronte, verso la Grotta. La ripida discesa ci porta quasi al santuario della Madonna della Guia, che  vediamo alla nostra destra. La tradizione dice che, quando Ignazio raggiunse questo punto, si trovò la gente del paese in una processione in onore della Vergine. Molto probabilmente si è affidato alla Madonna della Guia affinché lo guidasse nel suo pellegrinare. Prendiamo la strada a sinistra, attraversando un ponte sui binari del treno. Scendiamo dalla strada del fiume Cardoner e svoltiamo a destra per dirigerci verso il Ponte Vecchio.

Lo attraversiamo con l’emozione di chi si sta avvicinando alla fine di un lungo viaggio, una meta a lungo desiderata. Dritto e in alto, l’edificio della Grotta di Sant’Ignazio. Alla fine del ponte, un po’  a sinistra, parte una strada che conduce alla Grotta.

I pellegrini dovrebbero prima recarsi all’antico collegio dei gesuiti a Manresa, in via Sant Ignasi 36, dove sarà timbrata la credenziale e rilasciato il certificato finale nell’ufficio d’accoglienza del Pellegrino. Per arrivarci, una volta attraversato il ponte vecchio, saliamo all’eremo di Sant Marc, per la via di Sant Ignasi, lasciando la basilica de la Seu in alto alla nostra sinistra. In circa 400m. raggiungiamo la Piazza Sant Ignasi e l’eremo del Rapte. L’ufficio del Pellegrino del Comune di Manresa è a pochi metri.

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Una tappa leggera in chilometraggio, in discesa e di finale del “nostro cammino esterno”.  Il “Cammino  Ignaziano interno” continuerà,  rinnovata energia   rispetto a quanto abbiamo sperimentato fino a questo punto. La gioia di raggiungere un obiettivo ci spinge ad andare “oltre e più in alto.” A Manresa ci attendono i Gesuiti e la comunità di  laici al servizio della Grotta. Ci accoglieranno e faranno tutto il possibile perche il  nostro pellegrinaggio non svanisca nell’oblio.

CASTELLGALÍ: piccolo villaggio di 1.700 abitanti, ma di grande tradizione pellegrina. Le sue origini sono molto antiche risale ai tempi degli Iberi,  la sua posizione privilegiata sulla cima di una montagna consentiva  sorvegliare la valle del fiume Cardoner. I coloni romani imposero il nome di Boades a questo insediamento. Nel Medioevo, con l’afflusso di pellegrini che transitavano il Cammino Reale e si dirigevano verso il monastero di Montserrat.  Castellgalí è noto per la sua accoglienza e per i suoi fabbri. Sicuramente il pellegrino Ignazio di Loyola  passò per Castellgalí  nei suoi andirivieni di Montserrat, durante il suo lungo soggiorno a Manresa. E’ molto vicino alla nostra destinazione finale, questa città offre ristoranti, supermercati, farmacia, banca.

SANTA CATERINA: Torre di Guardia,torre di vigilanza.

MANRESA: Questa città ignaziana accolse i primi Gesuiti nel 1602. D’allora la città ha mantenuto una presenza costante ignaziana, che ora riceve un impulso con l’arrivo dei “pellegrini ignaziani”. Visitate i numerosi luoghi ignaziani a Manresa e i suoi luoghi monumentali , merita un soggiorno (vedi sito web!). El Santuario de la Grotta di Sant Ignasi è un luogo ideale per terminare il nostro pellegrinaggio, raccogliere la nostra esperienza interiore e discernere le luci  alle ombre che sicuramente avremmo vissuto lungo il nostro Cammino Ignaziano. Non dobbiamo avere fretta di lasciare questo posto cosi emblematico per la Spiritualità ignaziana. Nella Grotta otterremmo tutte le informazioni necessarie per organizzare il nostro tempo (consultare  il sito web). La città di Manresa ha ristoranti, supermercati, farmacie, centro medico, officina di biciclette, banche e Ufficio informazioni (Tel: 93 878 40 90).

Nota: La gioia ci accompagna in quest’ultima tappa del pellegrinaggio “esterno”. L’obiettivo così agognato di Manresa è a portata di mano! Non dimenticate  “la preghiera preparatoria” e il colloquio finale al termine della preghiera e durante il giorno. Lasciamo che il nostro cuore si riempia con la forza dello spirito e che la sua forza ci accompagni in questo giorno che marca una pietra miliare nella nostra vita. La pista ignaziana ci introduce oggi alla possibile continuazione del nostro pellegrinaggio interiore.

Preghiera: Chiedo a Dio di darmi una consapevolezza interiore dei tanti doni ricevuti, e di essere riconoscente per tutto ciò, possa amare e servire la Divina Maestà.

Riflessioni: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono sempre attenti alla nostra realtà “condividendosi” con noi. Questo scambio ci permette di essere contemplativi in azione, cioè, trovare Dio in tutte le cose. I Gesuiti,  durante la Congregazione Generale 32 hanno detto che “ogni membro della comunità Gesuita è a conoscenza di ciò che dice Sant’Ignazio sull’amore, che consiste in condividere ciò che si ha, ciò che si è, e questo è il modo in cui si ama”.  Dedichiamo la nostra meditazione d’oggi a questo concetto di amore come scambio di ciò che si è e si è con la persona amata. Negli Esercizi Spirituali, Ignazio ci invita a contemplare come  l’Amore c’è stato dato e condiviso con generosità dalla bontà di Dio e a questa cascata di doni e grazie, noi dobbiamo anche rispondere con generosità e amorevolezza. Seguiamo le indicazioni di Ignazio, lasciando che il nostro cuore si espanda nell’Amore di Dio. I passaggi in questa contemplazione ignaziana sono:

CONTEMPLAZIONE PER RAGGIUNGERE AMORE.

Innanzitutto conviene notare due cose:

La prima è che l’amore deve impegnarsi di più nei fatti che nelle parole.

Seconda osservazione: l’amore consiste in un reciproco scambio di beni, cioè l’amante dà e comunica all’amato quello che ha o una parte di quello che ha o può, e a sua volta l’amato lo dà all’amante; in questo modo, chi ha scienza, onori, ricchezze, li dà a chi non li ha, e così reciprocamente

Poi: torno alla preghiera preparatoria e chiedo che tutto si compia secondo la volontà di Dio.

Poi mi concentro nella contemplazione che sto per fare. Immagino di stare davanti a Dio Padre, Gesù, il Figlio e lo Spirito d’Amore che mi ha creato nella mia umanità.

Continuo a meditare sul desiderio di oggi: chiedo a Dio di darmi una consapevolezza interiore dei tanti doni ricevuti perché, riconoscendolo interamente, possa in tutto amare e servire la Divina Maestà.

E comincio la contemplazione.

Nel primo punto richiamo alla memoria i benefici ricevuti: la creazione, la redenzione, i doni particolari; esamino con molto amore quanto Dio nostro Signore ha fatto per me e quanto mi ha dato di quello che ha; poi ancora quanto egli desidera darsi a me, in tutto quello che può, secondo la sua divina disposizione. Quindi rifletto su me stesso, considerando che cosa è ragionevole e giusto che io, da parte mia, offra e doni alla sua divina Maestà, cioè tutte le mie cose e me stesso con esse, come chi offre con molto amore e dice:

Inoltre, se si desidera, si può prendere in considerazione che per essere più conseguente si farà la seguente offerta: “Prendi, o Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà, tutto quello che ho e possiedo. Tu me lo hai dato; a te, Signore, lo ridono. Tutto è tuo: tutto disponi secondo la tua piena volontà. Dammi il tuo amore e la tua   grazia, che mi bastano .

Finito il primo punto, Ignazio propone un secondo punto; osservo come Dio è presente nelle creature:negli elementi dando l’esistenza, nelle piante dando la vita, negli animali dando sensibilità, negli uomini dando l’intelligenza; e così è presente in me, dandomi l’esistenza, la vita, la sensibilità, l’intelligenza; inoltre fa di me un suo tempio, poiché sono creato a immagine e somiglianza della sua divina Maestà. Quindi rifletto di nuovo su me stesso, come è indicato nel primo punto o in un altro modo che mi sembri migliore. Lo stesso farò in ciascuno dei punti seguenti.

Finire questo punto ritornando alla preghiera precedente : Prendi Signore e ricevi …

Il terzo consiste nel considerare come Dio opera ed è attivo per me in tutte le realtà di questo mondo, a somiglianza di uno che lavora: così, per esempio, nei cieli, negli elementi, nelle piante, nei frutti, negli armenti, e via dicendo, dando l’esistenza, la conservazione, la vita, la sensibilità, e così via. Quindi rifletto su me stesso.

Tornate di nuovo su il punto precedente offrendovi : Prendi Signore e ricevi …

Il quartoNel quarto punto osservo come tutti i beni e i doni discendono dall’alto: per esempio, la mia limitata potenza discende da quella somma e infinita di lassù, e così la giustizia, la bontà, la pietà, la misericordia, e via dicendo, come i raggi discendono dal sole, le acque dalla sorgente, e così via. Dopo aver considerato l’origine di tutti i beni, finire  pensando a me stesso, al mio modo di restituire tutto ciò che ricevo dall’alto.

Alla fine farò un colloquio e dirò un Padre nostro.

Dialogo  finale: In questa fase del nostro pellegrinaggio interiore, siamo abituati a camminare con il nostro amico e Signore Gesù Cristo, liberamente parlando come un amico fa ad un altro. Terminare con il “Padre nostro”.

E ormai sulla strada di Manresa, con un nuovo abbigliamento esterno e un grande desiderio interiore di fare tutto per la gloria di Dio … ma essendo consapevoli in modo un po’ brusco che le cose non sono mai facili, anche se fatte con tutto il cuore.

Partì all’alba per non essere riconosciuto. Non prese la strada che portava a Barcellona perché vi avrebbe incontrato moltepersone che, conoscendolo, lo avrebbero ossequiato; ma si diresse verso un paese chiamato Manresa, dove si proponeva di prendere alloggio in un ospizio per alcuni giorni. Voleva anche scrivere alcune cose in un suo quaderno che custodiva gelosamente e che gli dava molta consolazione. Era già auna lega da Montserrat quando lo raggiunse un tale che veniva di corsa a cercarlo e che gli domandò se era stato davvero lui a dare dei vestiti a un povero, come questi sosteneva. Rispose di sì, e per compassione di quel mendicante a cui aveva regalato i suoi abiti gli vennero le lacrime agli occhi: si rendeva conto che lo avevano maltrattato supponendo che li avesse rubati. Per quanto cercasse di sottrarsi alla stima della gente, ben presto a Manresa si fece un gran parlare di lui, essendo giunta notizia di quello che aveva fatto a Montserrat. Poi la fama crebbe, e si andava raccontando più del vero: che aveva lasciato un gran patrimonio, eccetera.[

“A Manresa ogni giorno andava a chiedere l’elemosina. Non mangiava carne e non beveva vino anche se gliene davano. Ma di domenica non digiunava e se gli offrivano un po’ di vino lo beveva. Secondo la moda del tempo, egli aveva sempre curato con molta ricercatezza la sua capigliatura, che era molto bella. Perciò decise di lasciar crescere i capelli incolti, senza pettinarli o tagliarli, e senza proteggerli in alcun modo né la notte né il giorno. Per la stessa ragione si lasciò crescere le unghie dei piedi e delle mani: anche in questo era stato ricercato “.

I “pochi giorni” che Ignazio pensava trascorrere a Manresa sono diventati oltre dieci mesi di crescita personale. Dio non aveva fretta con lui e, grazie a Dio, Ignazio non ebbe fretta di lasciare questa città che lo accolse a braccia aperte nonostante alcune sue eccentricità. Probabilmente il pellegrino Ignaziano vorrà imitare un po’ il cavaliere trasformato ma forse è anche il momento di fermarsi dal barbiere per ricevere un buon taglio di capelli. Nella grotta di Manresa al pellegrino è offerto un piccolo libretto con il seguito di questa interessante storia personale e sulla sua esperienza a Manresa.

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Biciclette difficoltà medie

Per scendere da Santa Cecilia è meglio non prendere il sentiero da fare a piedi, ma proseguire dritto sulla strada sterrata, passiamo da una casa che lasciamo alla nostra sinistra, attraversiamo il fiume per trovare il punto in cui i pellegrini convergono dal sentiero sterrato che porta a Sant Cristófol. Sulla discesa dal Castellgalí bisogna portare la bici a fianco e bisogna camminare con attenzione lungo la C-55.

Montserrat : Km 0.
Ermita de Santa Cecilia: Km 3,5. S
ant Cristófol: Km 7,9.
Iglesia de Castellgalí: Km 14,3.
Riera de El Xup: Km 21.
Torre de Santa Caterina: Km 23,5.
La Cova de Manresa: Km 24,6.

Ruta

Schema della tappa

Altimetria

Il tempo a Manresa

Manresa
20°
poche nuvole
umidità: 63%
vento: 2m/s O
Max 19 • Min 18
28°
Mer
24°
Gio
23°
Ven
19°
Sab